La maggioranza ha appena compiuto dieci anni di età.
Due di loro hanno compiuto otto anni di età.
I piccoli sono sfidati dai grandi:
“Se volete diventare dei nostri dovete entrare di sera nel castello dei fantasmi!
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Entrate nella casa stregata, prendete qualcosa di prezioso e portarcelo come prova”.
I due poveretti si guardano l'un l'altro spaventati ma accettano la sfida.
La “casa stregata” detta anche “castello dei fantasmi” nient'altro è che una grande antica villa disabitata da molto tempo
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Una sera... tutti insieme fuori dal cancello, i due si infilano in un buco della recinzione ed entrano nel giardino incolto... arrivano alla porta che è chiusa, sbarrata, ma il legno è marcito e riescono ad intrufolarsi attraverso una spaccatura in fondo.
Entrati camminano calpestando del legno che dal rumore sembra marcio...
polvere, ragnatele enormi ovunque...
finestre con vetri rotti... il tetto in parte danneggiato...
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uccelli che svolazzano all'interno e sbattono le ali al rumore del calpestio...
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Molti pipistrelli e... un gufo che con il suo canto terrorizza i bimbi.
Spaventatissimi rubano la prima cosa che trovano e fuggono!
Usciti dal portone, oltrepassato il giardino sgattàiolano fuori dalla recinzione consegnando il trofeo: hanno vinto la sfida!
MA IL GIORNO DOPO... LA CURIOSITÀ
I due avventurieri si domandano di chi sia quella casa, chi fosse la strega e i fantasmi, e sono curiosi di conoscere un po' della storia del castello stregato.
Chiedono alla mamma, la quale ha circa quarant'anni e sentendo parlare di streghe e fantasmi sorride;
Così la mamma racconta:
Che vi siano dentro streghe e fantasmi non lo credo affatto.
Chi abbia abitato quella casa non lo so.
Chi sia e sia stato il padrone non lo so.
Una cosa però so:
io l'ho sempre vista chiusa,
non ricordo d'aver mai visto nessuno aprire il cancello ed entrare da quella porta.
Quando avevo la vostra età il cancello era bello nuovo e la porta era ben chiusa.
Noi bambini avremmo voluto entrare anche solo per un attimo a vedere, ma non abbiamo mai potuto.
Ora però laggiù è tutto abbandonato da anni,
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e la casa potrebbe essere pericolante...
mica avete intenzione di entrare là dentro???
I bimbi rispondono: “Noooo... certo che no!!!!”.
La mamma però continua:
“Chiedete al nonno, lui sicuramente sa!”.
Il nonno ha circa ottant'anni. Anche lui sentendo parlare di streghe e fantasmi sorride: “Non ci sono streghe né fantasmi in quella casa... sono tutte leggende!”. I bambini gli chiedono: “Tu sei mai entrato lì dentro?” E lui risponde:
“Certo che sono entrato...
ma l'ultima volta è stata tanti tanti anni fa!
continua a raccontare...
Più di quarant'anni fa
(prima che nascesse la mamma),
il padrone ha deciso
di costruire recinzione e cancello.
Quando avevo la vostra età,
anche qualche anno in più,
non c'era un cancello
e non c'era una recinzione:
la porta era sempre aperta.
Tutti potevamo entrare.
Lì abitava un tizio tutto strano
che vestiva sempre di nero
e una volta alla settimana
andavamo da lui.
Lui parlava... molto,
ci faceva cantare e noi cantavamo...
stavamo lì più o meno un'oretta,
poi tornavamo a casa.
Poi quel tizio
dev'essere morto...
e al suo posto un altro
che però abitava lontano
e una volta a settimana
veniva per la riunione.
Andavamo da lui,
e lui parlava, parlava,
cantava e faceva cantare;
dopo un po' di tempo
né è venuto un altro
e poi un altro
e poi un altro
ogni settimana ce n'era uno diverso...
parlavano, parlavano
e noi ci annoiavamo a star lì
ad ascoltare e cantare
quelle canzoni noiose.
Poi un giorno
quei tizi vestiti di nero
non son più arrivati...
si andava là,
si faceva niente
e si tornava a casa.
qualcuno del paese
ha provato
a fare la riunione:
parlava, cantava e faceva cantare,
ma c'era sempre
meno gente che andava...
ed hanno smesso di fare quelle riunioni.
Qualcuno apriva e chiudeva
e per un po' di tempo
chi voleva poteva entrare,
ma non si faceva più nessuna riunione.
Poi quando nessuno più andò ad aprire
la casa rimase chiusa...
per anni e anni.
Non so esattamente, ma mi pare
che i padroni siano
una certa famiglia “Vescovo”
e se non sbaglio abitano in città.
UNA STORIA
NELL'ESTATE DELL'ANNO 2100