In quei giorni, Melchìsedek, re di Salem, offrì pane e vino: era sacerdote del Dio altissimo e benedisse Abram con queste parole: «Sia benedetto Abram dal Dio altissimo, creatore del cielo e della terra, e benedetto sia il Dio altissimo, che ti ha messo in mano i tuoi nemici». E [Abramo] diede a lui la decima di tutto.
Parola di Dio
R. Tu sei sacerdote per sempre, Cristo Signore.
👉️ Salmo 109Fratelli, io ho ricevuto dal Signore quello che a mia volta vi ho trasmesso: il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: «Questo è il mio corpo, che è per voi; fate questo in memoria di me». Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: «Questo calice è la Nuova Alleanza nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne bevete, in memoria di me». Ogni volta infatti che mangiate questo pane e bevete al calice, voi annunciate la morte del Signore, finché egli venga.
Parola di Dio
| [Lauda, Sion Salvatórem, lauda ducem et pastórem in hymnis et cánticis. |
[Sion, loda il Salvatore, la tua guida, il tuo pastore, con inni e cantici. |
| Quantum potes, tantum aude: quia maior omni laude, nec laudáre súfficis. |
Impegna tutto il tuo fervore: egli supera ogni lode, non vi è canto che sia degno. |
| Laudis thema speciális, panis vivus et vitális hódie propónitur. |
Pane vivo, che dà vita: questo è tema del tuo canto, oggetto della lode. |
| Quem in sacræ mensa cenæ, turbæ fratrum duodénæ datum non ambígitur. |
Veramente fu donato agli apostoli riuniti in fraterna e sacra cena. |
| Sit laus plena, sit sonóra, sit iucúnda, sit decóra mentis iubilátio. |
Lode piena e risonante, gioia nobile e serena sgorghi oggi dallo spirito. |
| Dies enim solémnis ágitur, in qua mensæ prima recólitur huius institútio. |
Questa è la festa solenne nella quale celebriamo la prima sacra cena. |
| In hac mensa novi Regis, novum Pascha novæ legis, Phase vetus términat. |
È il banchetto del nuovo Re, nuova Pasqua, nuova legge; e l'antico è giunto a termine. |
| Vetustátem nóvitas, umbram fugat véritas, noctem lux elíminat. |
Cede al nuovo il rito antico, la realtà disperde l'ombra: luce, non più tenebra. |
| Quod in cena Christus gessit, faciéndum hoc expréssit in sui memóriam. |
Cristo lascia in sua memoria ciò che ha fatto nella cena: noi lo rinnoviamo. |
| Docti sacris institútis, panem, vinum in salútis consecrámus hóstiam. |
Obbedienti al suo comando, consacriamo il pane e il vino, ostia di salvezza. |
| Dogma datur christiánis, quod in carnem transit panis, et vinum in sánguinem. |
È certezza a noi cristiani: si trasforma il pane in carne, si fa sangue il vino. |
| Quod non capis, quod non vides, animósa firmat fides, præter rerum órdinem. |
Tu non vedi, non comprendi, ma la fede ti conferma, oltre la natura. |
| Sub divérsis speciébus, signis tantum, et non rebus, latent res exímiæ. |
È un segno ciò che appare: nasconde nel mistero realtà sublimi. |
| Caro cibus, sanguis potus: manet tamen Christus totus, sub utráque spécie. |
Mangi carne, bevi sangue: ma rimane Cristo intero in ciascuna specie. |
| A suménte non concísus, non confráctus, non divísus: ínteger accípitur. |
Chi ne mangia non lo spezza, né separa, né divide: intatto lo riceve. |
| Sumit unus, sumunt mille: quantum isti, tantum ille: nec sumptus consúmitur. |
Siano uno, siano mille, ugualmente lo ricevono: mai è consumato. |
| Sumunt boni, sumunt mali: sorte tamen inæquáli, vitæ vel intéritus. |
Vanno i buoni, vanno gli empi; ma diversa ne è la sorte: vita o morte provoca. |
| Mors est malis, vita bonis: vide paris sumptiónis quam sit dispar éxitus. |
Vita ai buoni, morte agli empi: nella stessa comunione ben diverso è l'esito! |
| Fracto demum sacraménto, ne vacílles, sed meménto, tantum esse sub fragménto, quantum toto tégitur. |
Quando spezzi il sacramento, non temere, ma ricorda: Cristo è tanto in ogni parte, quanto nell'intero. |
| Nulla rei fit scissúra, signi tantum fit fractúra, qua nec status, nec statúra signáti minúitur]. |
È diviso solo il segno non si tocca la sostanza; nulla è diminuito della sua persona]. |
| Ecce panis angelórum, factus cibus viatórum: vere panis fíliórum, non mitténdus cánibus. |
Ecco il pane degli angeli, pane dei pellegrini, vero pane dei figli: non dev'essere gettato. |
| In figúris præsignátur, cum Isaac immolátur: agnus paschæ deputátur, datur manna pátribus. |
Con i simboli è annunziato, in Isacco dato a morte, nell'agnello della Pasqua, nella manna data ai padri. |
| Bone Pastor, panis vere, Iesu, nostri miserére: tu nos pasce, nos tuére: tu nos bona fac vidére in terra vivéntium. |
Buon pastore, vero pane, o Gesù, pietà di noi: nùtrici e difendici, portaci ai beni eterni nella terra dei viventi. |
| Tu, qui cuncta scis et vales: qui nos pascis hic mortáles: tuos ibi commensáles, coherédes et sodáles fac sanctórum cívium. |
Tu che tutto sai e puoi, che ci nutri sulla terra, conduci i tuoi fratelli alla tavola del cielo, nella gioia dei tuoi santi. |
Dal Vangelo secondo Luca
Lc 9,11b-17
In quel tempo, Gesù prese a parlare alle folle del regno di Dio e a guarire quanti avevano bisogno di cure.
Il giorno cominciava a declinare e i Dodici gli si avvicinarono dicendo: «Congeda la folla perché vada nei villaggi e nelle campagne dei dintorni, per alloggiare e trovare cibo: qui siamo in una zona deserta».
Gesù disse loro: «Voi stessi date loro da mangiare». Ma essi risposero: «Non abbiamo che cinque pani e due pesci, a meno che non andiamo noi a comprare viveri per tutta questa gente». C’erano infatti circa cinquemila uomini.
Egli disse ai suoi discepoli: «Fateli sedere a gruppi di cinquanta circa». Fecero così e li fecero sedere tutti quanti.
Egli prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò su di essi la benedizione, li spezzò e li dava ai discepoli perché li distribuissero alla folla.
Tutti mangiarono a sazietà e furono portati via i pezzi loro avanzati: dodici ceste.
Parola del Signore