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NORME:
Decreto Generale per il Matrimonio Canonico

Questo documento ufficiale contiene in dettaglio tutte le principali norme da conoscere e seguire nella celebrazione del Matrimonio-Sacramento.

Decreto Generale Matrimonio Canonico
USANZE:
MATRIMONIO!
Dove? Come? Quando?
Perché proprio in chiesa?

ABBIAMO SCELTO IL “SACRAMENTO”

Ma sarà davvero così?

Sacramento o luogo molto coreografico e tradizionale?

Senza voler mettere in discussione la bontà e la buona-fede dei singoli, qui si tratta di scelte che richiedono continuità e coerenza.

Prima = durante = dopo

Il “Prima” non può essere cambiato, ma alcune scelte che facciamo “ora” non è bene che inizino “durante” per finire subito e non continuare “dopo”.

-
TRADIZIONI:
Lanciare riso/cibo agli sposi...

Da un'antica bella tradizione augurale
ad un vergognoso gioco e spreco di cibo.

In questo periodo, moltissimi soffrono la fame:

per chi ha la “pancia” sempre piena, è solo un divertimento, ma è decisamente inopportuno.

QUINDI?

INCONTRI IN PREPARAZIONE

«»

D... C... Q... P... ?

Dove? Come? Quando? Perché?

I quattro punti interrogativi non si riferiscono alla semplice scelta del matrimonio, per il quale anche in ambito civile esiste una regolamentazione. Qui ci si riferisce bensì ad un'altra scelta tanto ben precisa quanto a volte del tutto involontaria.

ABBIAMO SCELTO IL “SACRAMENTO”

Tra i molti che lo dicono, sappiamo che spesso non è così. Alcuni realmente scelgono per poi vivere il Matrimonio come Sacramento di vita, ma sono pochissimi... sempre meno.
Molti sono invece coloro che pur non avendo alcun rapporto con nessuna comunità cristiana chiedono (spesso pretendono) di sposarsi in una chiesa nella quale i festeggiamenti spesso esagerati assumono una coreografia più coinvolgente.

Chi non mette i piedi in chiesa, pretende di sposarsi proprio in quel luogo che mai frequenta, per poi sparire nuovamente subito... più che di stranezza qui si tratta di vera e propria ipocrisia... mista a...

Purtroppo questa ipocrisia è molto diffusa.

Per molti la Chiesa è il luogo nel quale ormai si va per pochissime occasioni a farsi la propria festicciola privata.

Il Sacramento dov'é? Cos'è? C'é qualcuno che ancora lo desidera?

  1. Considerazioni
    È la tradizione che vuole così,
    ho sempre visto fare così,
    è così bello... fiori, musica, tanti amici...
  2. Proposta
    Festa davvero cristiana

Quattro domande concentrate in una, che termina con una definizione non trascurabile:

"Sacramento"

La prima indicazione che ho pensato di offrire a tutti i fidanzati e futuri sposi che leggeranno queste righe è:

GUARDATE AL FUTURO...

Cosa significa questa frase?

È un invito a pensare un dettaglio che a volte non viene preso in considerazione per molti buoni motivi.

Mi spiego meglio.

Riflessione

Alla domanda: «dove ci sposiamo?» si possono dare e si danno diverse risposte e tra queste ve ne sono molte previste dalle norme e dai

regolamenti Canonici
(vedi: Decreto Generale)

1. Nella parrocchia «dello sposo» o più frequentemente
la parrocchia «della sposa», cioè una delle parrocchie dei comuni in cui uno dei due (*) ha la residenza/domicilio.
Poi vi sono le parrocchie di origine (non di residenza) di uno dei due sposi, dei genitori, dei nonni o altri parenti, là dove si possiede ancora una casa (non di residenza)...

Vi sono poi richieste di tipo pratico ed estetico che spesso mettono in difficoltà per le motivazioni discutibili che conducono a certe scelte.

LA PROPOSTA:
GUARDATE AL FUTURO!

Cioè, mentre ci poniamo la domanda:

«dove ci sposiamo?»

domandiamoci anche:

«Dove la nostra famiglia vivrà? Quale sarà la Comunità di cui la nostra famiglia farà parte?»

Se la riflessione dei futuri sposi fosse simile a queste:

1

«Io provengo dalla Comunità "A"
e tu provieni dalla Comunità "B"
ma è la Comunità "C" quella in cui abitiamo e/o frequentiamo assiduamente

Alla domanda: «dove ci sposiamo?»

nel caso 1 la risposta ideale sarebbe:

«Celebriamo il Sacramento del nostro Matrimonio nella Comunità "C"»

Guardando al futuro, la nostra famiglia vivrà in una Comunità (C) ed è giusto che sia quello il luogo in cui iniziare il nostro cammino insieme. (E nelle domeniche successive potremmo FESTEGGIARE NELLE NOSTRE PARROCCHIE DI ORIGINE...)

2

«Io provengo dalla Comunità "A"
e tu provieni dalla Comunità "B"
abitiamo/abiteremo nella Comunità "C"
ma è la Comunità "D" quella che frequentiamo assiduamente

Alla domanda: «dove ci sposiamo?»

nel caso 2 la risposta ideale sarebbe:

«Celebriamo il Sacramento del nostro Matrimonio nella Comunità "D"»

Guardando al futuro, la nostra famiglia vivrà in una Comunità (D) ed è giusto che sia quello il luogo in cui iniziare il nostro cammino insieme. (E nelle domeniche successive potremmo FESTEGGIARE NELLE NOSTRE PARROCCHIE DI ORIGINE...)

Le nostre Comunità di origine?

Da proporre ai parroci, agli amici a tutti i membri delle Comunità di origine degli sposi.

C'é tempo per preparare l'evento!

Nelle domeniche seguenti alla celebrazione del Sacramento del Matrimonio nella Comunità C/D

gli sposi potrebbero partecipare alle celebrazioni domenicali nelle loro parrocchie di origine (A/B) dove le Comunità hanno organizzato ognuna

prima, durante e dopo la celebrazione

un tempo di festa, saluto e ringraziamento per gli sposi.

Sarebbe una «prima messa, dei neo-sposi dopo la Celebrazione del Sacramento»

A qualche presbitero tutto questo potrebbe sembrare ridicolo, ma vorrei far notare la similitudine tra questa mia riflessione utopica relativa al Sacramento del Matrimonio e la prassi attuale per chi riceve il Sacramento dell'Ordine.

Matematica non solo matematica

Comunità di origine dello sposo = A

Comunità di origine della sposa = B

Comunità nella quale la famiglia abita = C

Comunità che la famiglia frequenta = D

A=B - Proveniamo tutti e due dalla stessa comunità (parrocchiale),
ma non abitiamo più in quella zona.

A=B=C - Proveniamo tutti e due dalla stessa comunità (parrocchiale),
qui abitiamo ancora.

C=D - La Comunità che frequentiamo è quella in cui abitiamo

(D=A)... (D=B)... (D=A=B)... (D=A=C)... (D=B=C)

Succede troppo spesso

A volte gli sposi non appartengono ad alcuna comunità cristiana A B C D

Forse hanno perso i legami con le loro Comunità parrocchiali di origine A B ?

Potrebbero (al tempo del Matrimonio) non aver (ancora) instaurato nessun legame nè con la Comunità parrocchiale di residenza C e neppure con alcuna altra Comunità parrocchiale diversa D ?

Il Sacramento?

Se gli sposi non si riconoscono in alcuna Comunità ecclesiale e non si prevede alcun cambiamento per il futuro della famiglia forse è il caso di ripensare:

Ci si può sposare secondo le leggi

Si può entrare a far parte di una comunità cristiana... può essere davvero importante

In quella comunità in cui collaboriamo e viviamo, consacriamo il nostro matrimonio celebrando il Sacramento

Alcuni vogliono solo fare festa

Ed è ben giusto... ma la Chiesa cosa c'entra?

Talvolta gli sposi o i familiari chiedono che il Sacramento sia celebrato in chiese/cappelle campestri, a volte in edifici proprietà di privati per motivazioni puramente estetiche riguardanti il paesaggio circostante o l'interno della chiesa.

Per alcuni è troppo importante che la chiesa sia vicina al ristorante: alcuni imprenditori della ristorazione, vista questa esigenza, sono riusciti a proporre una "cappella" preparata all'interno della loro proprietà offrendo così sia il luogo in cui celebrare che quello in cui festeggiare

Fermo restando che la festa è necessaria, non possiamo però non sottolineare quanto i due momenti (celebrazione e festeggiamenti) siano diversi e pertanto non vadano mescolati e confusi.

Lanciare riso agli sposi

In origine

era tutto molto diverso

amici e parenti, con questo semplice gesto auguravano prosperità agli sposi

il riso proveniva dalle cucine delle famiglie e... più ne tiravi, meno avresti avuto da mangiare, quindi... non ti veniva voglia di sprecarne tanto e mangiare poco!

Oggi

Nonostante tutti parlino di “crisi” e nonostante che realmente la crisi abbia distrutto la vita di molti (dei quali alla fine c'importa poco)

i soldi a qualcuno non mancano

le pance sempre piene (che rendono alcuni simili a porcellini farciti)

il riso costa poco e si compra facilmente (come altri cibi utili al gioco).

vedere la faccia degli sposi sotto una pioggia di riso è troppo divertente!
Quindi per prolungare il divertimento occorre più roba da tirare!

Per i complimenti veri, i regali e gli auguri veri abbiamo tutto il tempo dopo...
il riso con gli auguri non c'entra più niente... è soltanto uno scherzo/gioco molto divertente. (tanto si fa una volta sola... quindi esagerare è lecito!)

La cosa preoccupante è vedere che dei cristiani trovano divertente sprecare il cibo

È pur vero che ai matrimoni spesso tra gli invitati ed i convenuti, molti sono orgogliosi di essere atei-non praticanti-non credenti (anche se sacramentati: battezzati, cresimati, che hanno fatto la prima e qualche altra comunione); è possibile quindi che tali imbecilli in forza della libertà che credono di avere conquistato con il proprio ateismo si sentano esenti da indicazioni che possono apparire troppo clericali.

Quelli che si ritengono liberi dai vincoli potrebbero essere semplicemente coerenti con le proprie scelte [2], attendere la fine della celebrazione a debita distanza, come la loro scelta chiederebbe.

Detto questo e concludendo

Nelle nostre parrocchie

agli sposi uscenti dalla chiesa
il lancio del riso o di altri generi alimentari di qualsiasi tipo come di altri oggetti che possono creare fastidio, danno o pericolo è considerabile al pari di un'offesa [3] nei confronti del Sacramento appena celebrato, e nei confronti di molti fratelli e sorelle bisognosi.

PERTANTO

A tutti i convenuti alla celebrazione ed anche a coloro che sono rimasti all'esterno É FATTO ASSOLUTO DIVIETO di compiere, per qualsiasi motivazione, verso gli sposi:

il lancio del RISO

sostituire/mescolare il riso da lanciare con:

a). qualsiasi altro bene di genere alimentare di qualsiasi tipo.

b). qualsiasi altra tipologia di oggetti che possano creare DANNO, DISTURBO o PERICOLO

Sarà dovere degli sposi, familiari ed amici stretti vigilare affinché questa regola non sia infranta da nessuno, neppure in minime quantità [3a].

Il significato

Come cristiani non possiamo accettare che il cibo venga distrutto (anziché consumato) per puro divertimento, e solamente perché a chi si è divertito il cibo sicuramente NON MANCA, essendo già esageratamente abbondante nella festa del Matrimonio. [3b]

Buttare o distruggere il cibo che non mangio, mentre tu devi tenerti la tua fame... fai bene a considerarla una grave ingiustizia!!!
Se tu per questo ti arrabbi io non avrò il diritto di darti torto. [4]

NOTE

1Si fa esplicito riferimento a cristiani che avendo soldi a disposizione e non avendo la preoccupazione del cibo (o altri bisogni primari) possono sprecare e si divertono nel farlo, magari senza neppure riflettere e senza accorgersi che questo è un male oltre che un peccato.
2 La libertà di ogni persona prevede che se si rifiuta un obbligo si rinuncia anche ai vantaggi che ne possono derivare. Essere liberi dagli obblighi è una cosa che piace a tutti, ma rinunciare a qualcosa di piacevole, è una fatica che già da bambini bisogna imparare. Non tutti hanno imparato evidentemente.
3 Può essere che gli sposi non esprimano contrarietà al gesto o magari sia loro desiderio ricevere, come forse essi stessi hanno fatto ad altri loro amici sposatisi in precedenza, ma a loro è chiesta questa presa di posizione seria, perché è tempo di un cambiamento.
3a Segno di grande imbecillità.
Si può attendere, condurre gli sposi lontani dalla chiesa e sommergerli di riso, pasta e quant'altro là dove il parroco rompiscatole non vede.
Certo, è un'idea! Gli imbecilli, che non vogliono capire il senso di quanto indicato, faranno sempre quel che vogliono... nel bene e soprattutto, da perfetti imbecilli... nel male!
3b Il riso può essere un bel gesto augurale, ma può anche essere un gesto buono se invece di lanciarlo in testa e poi calpestarlo, si cucinasse a casa e si invitassero gli sposi a pranzo o cena per gustare un risotto in amicizia.
4 Un povero che si arrabbia contro un ricco sprecone, di solito non è un problema. Un popolo di poveri che si arrabbiano contro un popolo di ricchi spreconi... É GUERRA!
Oggi vi sono molti modi per chi è povero, di vendicarsi delle ingiustizie di molti ricchi, purtroppo sovente colpendo degli innocenti (tipica conseguenza di tutte le guerre).
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